LA GRAFOLOGIA CLINICA

Premessa

Sappiamo che l' analisi grafologica è in grado di far emergere sia gli aspetti già noti a chi scrive - come egli appare a se stesso o come vuole o sa mostrarsi agli altri -, sia gli aspetti più profondi e sconosciuti della sua personalità.

 

Esprime gli stati emotivi più vari, le attitudini, il tipo di intelligenza--strettamente legata alla maturazione affettiva -, le potenzialità e cioè la maggiore o minore capacità di attivare risorse per un eventuale miglioramento di sè; svela inoltre il flusso delle emozioni non controllate dalla volontà, mostrando l'età psicologica e non quella anagrafica.

 

Attraverso il gesto grafico è possibile evidenziare i punti di cambiamento, le difficoltà del soggetto, i segnali d'allarme, e predisporre strategie di intervento. Fa della grafologia uno strumento preziosissimo il fatto che essa è un metodo non invasivo, per così dire silenzioso, e perciò particolarmente utile in casi delicati, in età evolutiva e adolescenziale, poichè il grafologo non ha bisogno di interloquire con la persona, il bambino, l'adolescente; essi potranno essere esaminati senza che si debbano esporre o sottoporre a un'indagine medica o a un colloquio.

 

Esiste un settore della grafologia che va sotto il nome di grafopatologia o grafologia clinica. Anch'essa si avvale di tecniche e metodologie proprie, ma necessita di conoscenze neurofisiologiche, psicologiche e psichiatriche (teorie, metodologie, tecniche) più approfondite e specifiche, ed è capace di utilizzare un linguaggio comune alla psichiatria dinamica attuale e alla psicoanalisi. Nella piena consapevolezza dei propri limiti e nel pieno rispetto del Codice Deontologico non fa diagnosi, ma favorisce approfondimenti diagnostici e la possibilità di attuare aiuti e supporti; consente di predisporre, se necessario, strategie di intervento terapeutico mirate ed individualizzate attraverso invii a figure professionali competenti. In un ambito delicatissimo e molto complesso, in cui occorre muoversi con estrema prudenza e cautela interpretativa, in un ambito in cui le ricerche sono aperte e dove, spesso, non esistono segni grafici specifici che designino le diverse patologie - le quali, tra l'altro, possono intrecciarsi tra loro -, in un ambito in cui è noto che il confine tra una patologia e l'altra, tra il"normale "e il "patologico" è molto labile, la grafopatologia si pone come uno strumento rapido e discreto che, usato con competenza e discernimento, non cristallizza l'individuo in tipologie. Essa può raggiungere i delicati meccanismi che generano disturbi emotivi e comportamentali o che portano a situazioni patologiche, e permette di evidenziare le motivazioni profonde che ne sono alla base, nella singolarità di ogni individuo. E', dunque, una metodologia che permette di addentrarsi nei meandri della psiche, di dare un aiuto nel non sempre facile compito di individuare le problematiche profonde e di comprendere sia l'esperienza dello scrivente sia la realtà da questo vissuta. In questo ambito diventa indispensabile un'analisi grafologica retrospettiva -svolta cioè su scritti antecedenti alla patologia- possibilmente sui quaderni relativi ai primi anni della scolarizzazione, vale a dire nel periodo evolutivo in cui è possibile che già siano in nuce delle problematiche e scorgere eventuali "segnali d'allarme", anche gravi, come vedremo nel caso che esporrò. Certamente non si è ancora in grado di stabilire che tipo di disagio o di patologia potrà o no scatenersi, tuttavia l'analisi grafopatologica può fungere da costante strumento di osservazione e, in caso di necessità, contribuire validamente ad attivare le opportune strategie di prevenzione o anche di recupero. Sulla base della mia esperienza ritengo che, in generale, lo scopo della collaborazione con l'equipe medica è prima di tutto quello di ricostruire le dinamiche emotive e psichiche dello scrivente e di confrontarsi sulla sua struttura. C'è dunque un primo confronto con lo specialista che espone la sua ipotesi di diagnosi, mentre al grafologo spetta il compito di stilare un profilo ed una scheda clinica riassuntiva. Si cerca insieme di chiarire l'ambito di competenza, che può essere psicologico o psichiatrico, ma il confine è in certi casi assai labile e perciò non sempre, all'inizio, palesemente evidente. L'analisi retrospettiva degli scritti antecedenti allo stato "patologico" dello scrivente consente di ricostruirne l'intero percorso evolutivo, la storia, il vissuto, a prescindere dalla gravità o meno della situazione; di seguirne le varie tappe, di evidenziarne i primi disagi, di scorgere le variazioni che spesso possono corrispondere a blocchi evolutivi, a involuzioni, a inibizioni; di risalire ad un avvenimento che ha segnato in qualche modo la sua vita, e, a volte di ipotizzare una prognosi da sottoporre al vaglio dell'equipe. L'analisi grafopatologica sarà svolta a più livelli: cercherà di studiare prima di tutto lo stato psicofisico dello scrivente e il suo livello energetico e pulsionale in generale (se è canalizzato, bloccato, inibito..); evidenzierà la presenza di un falso Sè, la svalutazione, l'esaltazione; evidenzierà la percezione che lo scrivente ha di se stesso e della realtà che vive, le possibilità compensative e attraverso quali meccanismi di difesa queste si attiveranno; valuterà il tono dell'umore; darà informazioni sulla dimensione affettiva e relazionale e sullo stile cognitivo, per poi addentrarsi nelle dinamiche intrapsichiche. Di estrema utilità, infatti, secondo la mia esperienza, è la individuazione, se possibile, delle fasi evolutive freudiane (orale, anale, fallica ) per vedere se vi siano fissazioni, blocchi, regressioni ad uno di questi stadi, e ciò che questo comporta a livello psichico e comportamentale. Fondamentale sarà poi capire il conflitto psichico attraverso la interpretazione della dinamica tra le istanze Es, Io e Super- io. Tale studio costituisce un approfondimento, oltre che una verifica a quanto già si è ricavato dall'analisi tecnica. Si avrà così una visione completa e complessiva dello scrivente in relazione alla singolarità del suo vissuto. Ritengo che su analisi grafopatologighe svolte su adolescenti sia di grande utilità lavorare anche sulle grafie dei genitori per cercare di comprendere le varie dinamiche familiari e individuare le identificazioni avvenute. Da un punto di vista metodologico un'analisi grafopatologica si fonda necessariamente su un attento studio del tratto grafico, elemento costituzionale, primario, uno dei primi indici grafici ad alterarsi e a darci informazioni preziose sullo stato di salute psicofisica dello scrivente. Soltanto successivamente lo si valuterà in relazione dinamica agli altri indici grafici: ritmo, spazio ,forma, movimento. Si tratta di uno studio molto complesso, a volte non facilmente valutabile.

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